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“Noi siamo un racconto”.
La bellezza dell’incontro narrando le fiabe.

La Gestalt è relazione, è la magia dell’incontro, è poter guardare negli occhi un bambino e scoprire la bellezza dell’incontro con lui, in quel momento, anche attraverso la narrazione di una fiaba. In ogni luogo dove c’è un rapporto costante e definito con il bambino, è possibile avere con lui dei piccoli incontri terapeutici. Per fare questo io, terapeuta, insegnante, genitore, educatore, insomma io adulto, ho bisogno di entrare nel suo mondo: devo abbassarmi per poterlo incontrare, guardarlo negli occhi,  mettermi nelle giuste condizioni per poter riflettere.
Un modo per poterci relazionare con i bambini è usare il loro linguaggio, e si può fare lavorando sulle fiabe con e per loro. Parlare a un bambino in maniera metaforica attraverso le fiabe è uno strumento terapeutico potentissimo, perché ci permette di arrivare a lui mantenendo la giusta distanza: quel personaggio delle fiabe rivive nella fiaba quello che lui vive nella vita reale.
Nella vita la mamma è ambivalente, è mamma buona e mamma cattiva, la fiaba elimina l’ambiguità: c’è la mamma e la matrigna, la luce e l’ombra. Si diventa adulti quando si riesce ad integrare luce ed ombra” (D. Iacono, G. Maltese).
 “La fiaba delle fiabe è il primo sorriso, la prima carezza” (G. Salonia). I bambini si riconoscono nel racconto della madre (gioco inesauribile di corpo e parola). Il bambino che chiede la stessa fiaba, pretende che gli venga raccontata usando le stesse parole (e la stessa enfasi!): l’essere fermi nelle parole, dà sacralità alla vita che viene trasmessa. Anche se si utilizzeranno le stesse parole per narrare la stessa storia, ogni volta sarà narrata diversamente (sfondo di vissuti, emozioni, ambiente). La richiesta del bambino di raccontare la stessa storia, può essere tradotta: “Com’è bello stare con te. Mi nutro di una fiaba piena di vita e di corpi pieni di amore”. Poter assistere allo stupore dei bambini quando racconti loro una fiaba è emozionante, coinvolgente. Non devono essere i bambini a ringraziarci, ma dobbiamo essere noi grati a loro: i bambini ci aprono le porte del loro mondo, ci permettono di esplorarlo, di vivere le loro emozioni, i loro vissuti.
                                                          Alessandra Pitino

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