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Istituto Gestalt Therapy hcc Kairós

MEETING ANNUALE

Venezia 28 giugno – 1 luglio

RIPARTIRE DALLA FUNZIONE PERSONALITÀ DEL SÉ


Alcune sintetiche anticipazioni del prossimo articolo:

G. Salonia – A. Sichera, Ripartire dalla funzione-personalità-del-sé. Antropologia e clinica, in GTK 3 (prossima pubblicazione):

  1. La funzione personalità va compresa come memoria corporea (assimilabile e dicibile) dell’altro incontrato nel contatto pieno. 
  2. Alla domanda “Cosa senti?” va connessa la domanda “Chi sei tu che senti questo?”: tener presente questo focus (iniziale) sulla funzione-personalità si rivela efficace nel lavoro clinico. Quindi, la funzione-personalità, quindi, entra in funzione non solo nel post-contatto come assimilazione (“Chi sono diventato”), ma anche nella fase del contatto iniziale (orientamento).
  3. È utile evidenziare il disturbo della funzione-personalità presente in ogni interruzione del ciclo di contatto/ritiro del contatto. Ad esempio nel lavoro clinico sulla retroflessione si rivela utile focalizzare anche il correlato disturbo della funzione personalità (come si sa, nella retroflessione l’Organismo dice a se stesso che è troppo grande a fronte di un Ambiente piccolo e incapace di sostenerlo).
  4. La funzione personalità (‘copia verbale del sé’) riguarda il dialogo intrapersonale (che è “mirror” del dialogo interpersonale): non ‘aboutismo’ (contro  cui parla Perls) né sistema di rappresentazioni (cognitivismo), ma il “Cosa dico di me stesso e a me stesso”. Un dialogo, in altre parole, inteso come ‘racconto corporeo    e quindi poetico  di me’.  
  5. Mentre la funzione-es ha il compito di aprire l’Organismo verso il now-for-next, la funzione personalità ha il compito di rendere il passato presente.
  6. Sognare di ‘dover sostenere  l’esame che nella realtà ho sostenuto da anni’ è un esempio tipico di disturbo della funzione-personalità: in quella esperienza significativa (esame) per varie ragioni c’è stata un’interruzione dell’esperienza di contatto, per cui la perdita della funzione-Io non ha permesso l’assimilazione dell’evento. A livello clinico il lavoro andrebbe, ovviamente, sulla specifica interruzione di contatto nella sua declinazione corporea (intercorporeità, gesto interrotto o/e postura antalgica).
  7. Da tener presente che nel lavoro con le famiglie il lavoro sulla funzione-personalità è il filo di Arianna di tutto l’intervento (e viene ‘dopo’ la funzione-es). La funzione-personalità ci fa comprendere, in termini clinici, il senso dell’affermazione secondo cui la famiglia è matrice dell’identità (sense of myself di Perls) corporea relazionale.
  8. Anche nel lavoro con le coppie il lavoro sulla funzione-es, se non vuole ridurre lo scontato ‘feeling expression’ in un’impasse nella terapia e nella relazione di coppia, deve essere ‘dentro’ l’attenzione ed il lavoro sulla funzione-personalità (memoria corporea della relazione). 
  9. Esplorare dentro la funzione-personalità i vissuti connessi: quali, ad esempio, la solitudine della soggettività (ad personam requiritur ultima solitudo), il potere e la responsabilità (G. Silvestri) nelle relazioni e quanto altro. 
  10. … Se Freud avesse saputo della funzione-personalità del sé forse la storia di Bertha Poppenheim avrebbe avuto altri scenari… (e anche la teorizzazione e la clinica del transfert/controtransfert sarebbero… gestaltiche).

Giovanni Salonia

                                                                                         


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