Le origini della Psicoterapia della Gestalt: una risposta ai cambiamenti sociali

Il contesto storico

La Psicoterapia della Gestalt nasce tra gli anni Quaranta e Cinquanta, in un contesto di significativi cambiamenti sociali, culturali e antropologici. I fondatori,  Fritz Perls, Laura Perls, Paul Goodman, Isadore From, Paul Weisz, Elliott Shapiro, Sylvester Eastman, partendo da una revisione critica della psicoanalisi, elaborarono un nuovo modello di psicoterapia.

Oltre la psicoanalisi

Questo nuovo approccio mirava a comprendere e prendersi cura delle nuove forme di disagio emergenti in un contesto sociale che era cambiato. Emergeva nelle persone il bisogno di esprimere la propria soggettività nel rispetto delle differenze e nella fiducia dell’autoregolazione

Un nuovo modello di cura

La Psicoterapia della Gestalt assume quindi come modello di cura la comprensione delle diverse soggettività nelle loro intenzionalità relazionali. Uno sguardo olistico selle relazioni, sull'esperienza, sull'attenzione alla corporeità, al corpo abitato e ai vissuti corporei relazionali che sono alla base dei pensieri e dei comportamenti. Dall’esperienze che abbiamo avuto e da quelle che ci sono mancate a livello evolutivo diventano chiavi di lettura della pienezza e del disagio psichico.
La Psicoterapia della Gestalt non guarda solo alla mente, ma all'intera persona: i nostri vissuti, il nostro corpo e le nostre relazioni sono la chiave per comprendere chi siamo e come stiamo.

I fondamenti teorici: La Teoria del Contatto e la Teoria del Sé

La Teoria del contatto

Il pensiero della Gestalt Therapy si articola attorno a concetti teorici fondamentali. Centrale è la Teoria del Contatto, dove il contatto è definito come il qui-e-adesso della relazione, il luogo e il momento in cui Organismo (O) e Ambiente (A) si incontrano. La Psicoterapia della Gestalt offre una microanalisi fenomenologica dei percorsi attraverso cui l’Organismo riesce (o non riesce) ad incontrare l’Ambiente (l’alterità). La psicopatologia viene letta come un blocco della crescita, derivante dall'incapacità di "andare verso l'altro"; la terapia valorizza quindi il confine di contatto come luogo di mediazione tra il Sé e il mondo.

La teoria del sé

La Teoria del Sé per la Gestalt non è una struttura fissa, ma opera attraverso tre funzioni principali in un processo dinamico:

La Funzione-Es

La funzione-Es del Sé riguarda l’essere consapevole delle sensazioni, delle emozioni , dei bisogni che emergono dallo sfondo, dal corpo.
Rappresenta lo sfondo corporeo da cui emergono i nostri bisogni e le nostre emozioni più profonde, rispondendo alla domanda "Cosa sento?"

La Funzione-Io

La funzione-Io del Sé è la capacità di dire sì o dire no, di decidere se ciò che è emerso dalla funzione-Es va assimilato o va alienato. È rivolta alla decisone che l’Organismo deve prendere adesso nei confronti dell’andare verso l’Ambiente. Risponde alla domanda "Cosa decido o cosa voglio?"

La Funzione-Personalità

È l'integrazione della nostra biografia corporea, “Chi sono io che sento?" Il senso di chi siamo diventati nel tempo, l’ assimilazione dell’ esperienze passate che nel presente che risponde alle domande "Chi sono io diventato?"
Il “qui e ora”
della seduta
Nella clinica, è la qualità del contatto che si crea tra terapeuta e paziente nel qui-e-adesso della seduta il luogo in cui emergono il disagio e la cura. Emergono le ‘gestalt interrotte’, i disagi relazionali matrice di ogni patologia.
L'intercorporeità
tra passato e futuro
Nel corpo del paziente, o meglio nell'intercorporeità terapeuta-paziente, si integrano come tensione il passato non elaborato che blocca la crescita e il futuro come movimento bloccato verso l'integrità. Le varie esperienze incompiute vengono riattivate.
L'importanza
del presente
Il focus sul presente ("qui e ora") è cruciale perché è lì che si manifestano le interruzioni passate e si aprono le possibilità per il futuro ("now-for-next"), esplorando il passato per come influenza l'esperienza attuale nel corpo e nella relazione.
La relazione come
strumento di cura
La relazione terapeutica stessa, in cui il terapeuta è presente e utilizza la propria consapevolezza, è il principale strumento di cambiamento. Il corpo vissuto è la sede dell'esperienza e il lavoro terapeutico ne integra la dimensione con la parola.
In terapia non ci limitiamo ad analizzare il passato, ma lo esploriamo per comprendere come influenza il nostro presente. È nella relazione 'qui e ora' tra terapeuta e paziente che avviene il vero cambiamento.

La storia e l'evoluzione dell'Istituto GTK: un percorso fedele e creativo

Le origini e i maestri

L’Istituto Gestalt Therapy Kairòs nasce nel 1979 e sin dall’inizio stabilisce e mantiene contatti con i fondatori della Psicoterapia della Gestalt allora viventi (come Isadore From, Jim Simkin) e intraprende scambi didattici e scientifici con gli esponenti più illustri della seconda generazione (tra cui Erving e Miriam Polster, Sonia Nevis, Ed Nevis, Richard Kitzler).

Il riconoscimento ministeriale e lo sviluppo

Nel 1994 l’Istituto viene poi autorizzato dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e tecnologica, come Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, all’istituzione di programmi di formazione idonei al conseguimento del titolo di psicoterapeuta, ai sensi dell’art.3 della L.56/89. 
In questi decenni, l'Istituto ha contribuito significativamente alla storia e allo sviluppo della psicoterapia della Gestalt, formando centinaia psicoterapeuti in tutta Italia e intrecciando proficui rapporti di collaborazione scientifica e didattica con numerosi enti nazionali e internazionali.

L'integrazione delle diverse anime

Il percorso dell'Istituto è stato caratterizzato da un'assimilazione progressiva delle diverse anime della Gestalt - dalla Gestalt “viscerale” di Simkin a quella “del cuore” dei Polster, fino all'approdo alla Gestalt “della Testa” di Isadore From, che ha trasmesso la profondità teorica e clinica del testo fondativo di Perls, Hefferline e Goodman . Questa fase ha permesso di sviluppare un solido orientamento diagnostico e psicopatologico.
Dalla Gestalt 'viscerale' di Simkin a quella 'del cuore' dei Polster, fino alla Gestalt 'della Testa' di Isadore From: un percorso fedele e creativo.

Il contributo specifico di GTK: La “quarta anima" della Gestalt

Un modello innovativo e contemporaneo

L’attività di ricerca ha permesso all'Istituto GTK di sviluppare contributi innovativi sia a livello teorico che clinico, proponendo quella che definiamo una "quarta anima" della Gestalt. Si tratta di un modello che, in fedeltà creativa alle intuizioni originarie, integra le diverse tradizioni gestaltiche e risponde alle sfide della contemporaneità, approfondendo l'antropologia e la clinica del vivere insieme e della crescita.

Lo sviluppo teorico e clinico

Questo modello si distingue per una peculiare ermeneutica del contesto, che legge il disagio psichico in relazione ai Modelli Relazionali di Base (MRB-Noi vs MRB-Io) prevalenti nei diversi contesti socio-culturali e alle dinamiche della società liquida. 
Fondamentali sono state la rilettura della Teoria del Sé e l’elaborazione di una Teoria Evolutiva Gestaltica focalizzata sulla competenza al contatto nel triangolo primario, includendo una radicale rilettura del complesso di Edipo e un'attenzione specifica alla cogenitorialità e alla fratria. 
L'applicazione di questi principi alla famiglia ha generato un modello autonomo di Terapia Familiare Gestaltica (FGT), che lavora sulla funzione-Personalità familiare. Infine, nella clinica della psicopatologia, l'approccio fenomenologico-relazionale traduce le categorie diagnostiche in esperienze di interruzione di contatto. Sono stati sviluppati modelli d'intervento mirati per pazienti gravi, disturbi borderline, narcisismo, isteria, trauma e altri disturbi.

La ricerca continua

L’Istituto GTK continua la sua ricerca scientifica e la sua attività formativa, clinica ed editoriale, impegnandosi a mantenere la Psicoterapia della Gestalt un modello vivo, capace di dialogare con le sfide del presente e di promuovere la vitalità e la crescita nella persona umana.
L'Istituto GTK si impegna a mantenere la Psicoterapia della Gestalt un modello vivo, capace di dialogare con le sfide del presente e di promuovere la vitalità e la crescita nella persona umana.
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