Istituto di Gestalt Therapy HCC Kairòs
Formazione in Psicoterapia dal 1979

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Prima Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt in Italia
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LE ORIGINI

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Paul Goodman
I Padri della Gestalt

PAUL GOODMAN (1911 - 1972)

Letterato e scrittore di ampio respiro, autore di numerosi saggi, narrativa e poesia. Laureatosi al City College di New York completò il dottorato di ricerca presso l’Università di Chicago. Fu anche un pensatore politico radicale ed un attento critico sociale, vicino ai movimenti anarchico e pacifista di sinistra, contrari alla cultura dominante. Verso la fine degli anni ’40 si allontanò un po’ dal radicalismo politico tradizionale e si appassionò alla psicoterapia nella quale intravedeva possibilità liberatorie inedite e sconvolgenti. Smise, così, di scrivere per alcuni giornali radicali nel 1949 e l’anno successivo iniziò a pubblicare articoli di psicopatologia. Nel 1951 affiancò Fritz Perls e Ralph Hefferline nell’elaborazione e nella diffusione della terapia della Gestalt, curando la pubblicazione del testo base di riferimento“Teoria e pratica della Terapia della Gestalt. Vitalità e accrescimento nella personalità umana” ed in particolare la stesura della seconda parte del libro, sulla base di appunti geniali, ma frammentari di Perls. In tal modo apparve per la prima volta il nome di “Terapia della Gestalt”, dato al nuovo approccio psicoterapico proprio da Goodman, mentre Laura Perls aveva proposto “Terapia dell’esperienza” e Perls “Terapia della concentrazione”. Solo la lunga esperienza di scrittore e la profonda assimilazione di tutta la letteratura psicologica e psicoterapica del tempo permise a Goodman di scriverlo in uno stile che fosse coerente con i contenuti esposti, che metacomunicasse l’inutilità dell’introiezione e la necessità della destrutturazione per un apprendimento e un’assimilazione creativi. Fece, quindi, parte del “gruppo dei sette” intellettuali fondatori del New York Institute for Gestalt Therapy, che studiarono ed approfondirono la parte teorica e l’applicazione pratica del testo base e contribuì, con Laura Perls, alla formazione della prima generazione di terapeuti della Gestalt. Per due anni seguì una psicoterapia con Alexander Lowen e per tre anni fece parte di una cerchia di psichiatri praticanti la terapia di gruppo. Per dodici anni Goodman si guadagnò da vivere come psicoterapeuta indipendente e si fermò soltanto perché spossato dal lavoro, come ebbe a dire. Egli considerò sempre la terapia come qualcosa di profondamente istruttivo, nell’accezione filosofica o religiosa di questa parola, non in quella scolastica. Non prometteva mai una guarigione; citava volentieri Coleridge (1972, 41): “Sarai più triste e più saggio”. Se, per Goodman, la psicoterapia non conduceva necessariamente ad un eccesso di felicità, era, ad ogni modo, uno strumento insostituibile di conoscenza e di trasformazione. In quegli anni continuò a scrivere su una vasta gamma di soggetti oltre alla Gestalt Therapy, tra cui l'istruzione, la vita della città e la progettazione urbana, i diritti dei bambini, la politica, la critica letteraria, e molti altri, lasciando un’abbondante produzione di opere. Nel 1967, il figlio di Goodman, Matthew, morì in un incidente di montagna. Gli amici sostennero che non si riprese mai dal dolore conseguente e la sua salute cominciò a deteriorarsi. Morì di un attacco di cuore poco prima del suo 61° compleanno.

BIBLIOGRAFIA

Coleridge, The Legacy of Paul Goodman, in Change, Inverno 1972-73
Goodman P., Colloquio con Robert W. Glascon, in Psychology Today, Novembre 1971.
Perls F., Hefferline R., Goodman P. Teoria e pratica della Terapia della Gestalt, Astrolabio, Roma, 1971 (ed. or. 1951).
Salonia G., Quali origini per il futuro della Psicoterapia della Gestalt? in Quaderni di Gestalt n. 12, 1991, pp. 7-19.
Vincent B., Paul Goodman e la rivoluzione culturale della Gestalt Terapia in Quaderni di Gestalt n. 16/17, 1993, pp. 7-23.


Paul Goodman - HCC Kairòs - Dettaglio Anagrafica 85