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Giorgio Bonaccorso

Rivista GTK n. 08

ABSTRACT

Il corpo è anzitutto un «posso», ossia la capacità di agire sull’ambiente naturale, sull’ambiente sociale e su se stesso. Grazie a questa capacità di agire il corpo percepisce il mondo e si orienta nel mondo, con la conseguenza che conosce la realtà da cui è circondato e riconosce la propria condizione rispetto alla realtà che lo circonda. L’intelligenza è questa capacità del corpo, e lo è fino alla frontiere della coscienza. Infatti, il corpo, in quanto «posso», conosce e si riconosce, ossia è il luogo in cui emerge la coscienza. Ma proprio perché la coscienza nasce dal corpo come «posso», è subito anche coscienza delle proprie possibilità. Da «posso», il corpo diventa «possibilità» come appare in tutto ciò che chiamiamo cultura. Se nell’evoluzione biologica il corpo si realizza come «posso», nella cultura il corpo si realizza come «possibilità» fino ai confini recentemente raggiungi dalla scienza e dalla tecnica. Sotto questo profilo il corpo è l’ancoraggio tanto dell’intelligenza naturale (legata al «posso») quanto dell’intelligenza artificiale (legata alla «possibilità»).

The body is, firstly, ‘I can’, that is the ability to intervene on the natural and social environment and on the body itself. Thanks to this ability to act, the body perceives the world and moves in it, getting to know its surrounding reality and its own condition in relation to this reality. Intelligence is this body ability, up to the boundaries of conscience. As a matter of fact, the body, as ‘I can’, knows and recognises itself, i.e. it is the place where conscience emerges. Since conscience is born of the ‘I can’ body, it becomes immediately consciousness of one’s own possibilities. From ‘I can’, the body becomes ‘possibility’ as it appears in all that we call culture. If in biological evolution the body’s fulfilment is ‘I can’, in culture its fulfilment is ‘possibility’ up to the borders recently reached by science and technique. From this point of view, the body is the anchor of both natural intelligence (related to the ‘I can’) and artificial intelligence (related to ‘possibility’).

Giorgio Bonaccorso

Specializzato in teologia liturgica, si occupa dei riti religiosi e cristiani con particolare attenzione all’aspetto antropologico e ai presupposti epistemologici. È docente presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di S. Giustina di Padova e altri Istituti teologici, pubblica su diverse riviste ed è membro di alcune associazioni teologiche. Tra le sue pubblicazioni: Celebrare la salvezza (20032); Il tempo come segno, (2004); Il corpo di Dio (2006); I colori dello spirito (2009); La liturgia e la fede (20102); Il dono efficace (2010); Il rito e l’altro (20122); L’estetica del rito (2013), Rito (2015); Critica della ragione impura (2016).

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