Il presente lavoro analizza una difficoltà da me avuta nel ruolo di conduttore in un gruppo di bambini di cinque anni della scuola dell’infanzia in un progetto di psicomotricità relazionale. La psicomotricità è un’attività ampiamente diffusa nella fascia d’età zero-sei anni sia come proposta formativa curriculare di asili nido e scuole dell’infanzia, sia come proposta offerta ai genitori in strutture esterne ed orari extra scolastici. La difficoltà della conduzione, qualificata come un errore, è stata causata da un allontanamento tra il sentire-agire del conduttore e l’esperienza portata dal gruppo e da un bambino in particolare. Il lavoro di terapia personale dello psicomotricista ha fatto emergere i due principali processi implicati: la desensibilizzazione e la pacificazione prematura del conflitto. E’ stato evidenziato l’intreccio di questi processi nella dinamica dell’evento qui trattato analizzandolo secondo l’ottica gestaltica di co-creazione organismo-ambiente. La conclusione riassume, in una metafora offerta da un libro sul dipinto di Rembrandt il Figlio Prodigo, i diversi stati d’animo vissuti durante l’evento: la freddezza, il giudizio, la sofferenza e l’integrazione  .

Parole chiavi: psicomotricità relazionale, errore, desensibilizzazione, pacificazione prematura del conflitto.

Dott. Amedeo Bernardi – Psicoterapeuta della Gestalt – Specializzazione a Mestre (Ve), 22 Giugno 2018