Nella modalità intermedia tra introiezione e proiezione si possono individuare i pazienti che vanno sempre dallo psichiatra a lamentarsi, ma sistematicamente annullano qualunque intervento terapeutico, farmacologico o di qualsiasi altra natura, conoscono e hanno provato quasi tutti i farmaci in commercio, e dicono di non ricavarne alcun beneficio. Sono stati definiti pazienti ‘manipolatori respingi-aiuto’, che esprimono verso il terapeuta sentimenti di vendetta nei confronti dei genitori che essi ritengono non abbiano dato loro buono o sufficiente nutrimento e attenzioni. Sono alla continua ricerca di cibo da introiettare per vomitarlo subito dopo, di attenzioni (continue richieste di visite) per poi svalutare l’aiuto offerto (rifiuto dei farmaci). Si tratta di modalità tipiche di soggetti con disturbo di personalità borderline. L’intervento terapeutico consiste nel soddisfare il bisogno di una relazione che possa essere nutrimento sano, in modo da renderli capaci di assumere il farmaco senza pentirsi di averlo fatto.
Paola Argentino,  La dimensione relazionale della psicofarmacologia: dalla compliance al transfering gestaltico, in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pagg. 242-243

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