A livello di ciclo di contatto sarà ripristinata:
– la capacità di consegnarsi al ‘contatto finalmente’;
– la percezione della diversità (dell’alterità e della biografia) non come ostacolo.
A livello di post-contatto, si sarà sviluppata la capacità di:
–  vivere il rifiuto dell’altro come rispetto dell’alterità che non nega vicinanza;
–  sentire se stesso e le proprie esperienze come uniche ma non come ‘le’ uniche;
– sperimentare la differenza tra la ricerca della grandiosità (fuori dal corpo) e la ricerca della pienezza (che segue la sensazione di integrità nel proprio corpo);
–  vivere la dipendenza, saper chiedere senza sentirsi umiliati;
– condividere obiezioni e non sottrarsi al confronto;
– sentire l’energia di esperienze che ha sempre cercato di evitare: la fragilità, la ferialità;
– l’imbarazzo di entrare in contatto con parti infantili di sé.
L’ex-narcisista lascia lo studio del terapeuta con gratitudine. Ha abbandonato il sogno-a-due (o ‘per pochi’) del quale era prigioniero, è diventato disponibile a costruire assieme agli altri il sogno della compagnia degli uomini accogliendo e condividendo limiti e grandezze dell’esistenza nella gratitudine e nel confronto, nella tenerezza e nell’umiltà. Si sente più triste – una tristezza molto diversa da quella depressiva che sperimentava alla chiusura dei sipari eal termine degli applausi – ma più saggio, più solo ma anche più capace di sentire la vicinanza degli altri ‘soli’ con cui condividere l’esperienza dell’incontrarsi come corpi (e non come ombra).

Giovanni Salonia, Pensieri su Gestalt Therapy e vissuti narcisistici, in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pag. 179