Mentre la formulazione dei messaggi in vista della “semplicità”  ha la funzione di tradurre la struttura esperienziale dell’emittente nella sua totalità e concretezza per mezzo di codici accessibili all’altro, la dimensione che trattiamo adesso, cioè l’”ordine”, ha la funzione di organizzare la comunicazione in modo da raggiungere le mete che l’emittente si propone. Questa dimensione, perciò, non riguarda la modalità di costruzione linguistica delle singole frasi, bensì la struttura di tutta la comunicazione, ed è tanto più importante quanto più la comunicazione è lunga. Se l’emittente non cura di organizzare la propria comunicazione e la trasmette senza criteri funzionali e finalizzati a ciò che si propone, ma semplicemente seguendo il corso dei propri pensieri così come essi si susseguono esperienzialmente, il messaggio mancherà di articolazione esterna e spesso anche di logica interna. A causa di queste mancanze, gli ascoltatori si sentono confusi, in quanto non riescono a seguire le idee, le intenzioni, il filo logico dell’emittente.
Herbert Franta, Giovanni Salonia, Comunicazione interpersonale. Teoria e pratica, LAS – Roma, 8° ristampa, settembre 2008, pagg. 93-94



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