La differenza di significati di questi due gesti che sembrano uguali ricorda il principio che la GT lavora non sui comportamenti ma sui vissuti relazionali. Ogni volta che rientra a casa, Giulia deve uscire di nuovo per andare a controllare se per caso guidando ha investito senza accorgersene qualcuno. In certi periodi questo gesto diventa un incubo che le rovina la giornata. Quando le chiedo come mai non si accorgerebbe di un incidente se avvenisse, lei mi risponde che la sua paura riguarda un investimento con la parte posteriore della macchina. Parlando della rabbia che ha avuto sempre difficoltà ad esprimere, mi racconta di una volta in cui in una domenica lei, quindicenne, era entrata in una stanza in cui erano riuniti molti familiari e parenti vari, uno dei quali aveva fatto ad alta voce un commento pesante sul suo fisico (in quel periodo era molto robusta) ed in particolare sulle dimensioni del suo ‘didietro’. Le chiedo come si è sentita e lei risponde immediatamente: «Era un parente che mi voleva molto bene». Quando commento la sua risposta lentamente emerge la rabbia, tanta rabbia. E tanta solitudine: nessuna l’ha difesa e ha sostenuto la sua rabbia. Diventa chiaro che non c’era sostegno per la sua rabbia perché aveva appreso che essa avrebbe distrutto i legami parentali. Lei commenta: «Non era la prima volta». Quando le faccio notare la strana somiglianza tra il commento del parente sul ‘didietro’ e la sua fobia di investire con il didietro… una squillante risata ci dice che ormai, avendo compreso la saggezza del suo organismo, può liberarsi da quella tensione e dare al corpo la spontaneità di esprimersi anche attraverso un dare un calcio nel didietro… a chi le manca di rispetto. Riguardo alla sua paura non potrò dirle: «Non investirai nessuno» (chi può dirlo?). Le dirò piuttosto: «Ti insegnerò ad avere fiducia in te quando guidi». In questa risposta è incluso anche un altro elemento della compulsione: il fatto che essa accade proprio quando Giulia esprime se stessa diventando autista, esprimendo la propria unicità di cui però non ha imparato ad avere fiducia.

Giovanni Salonia,  L’angoscia dell’agire tra eccitazione e trasgressione. La gestalt therapy con gli stili relazionali fobico-ossessivo-compulsivi, in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pag. 222



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