In quelle crisi, che prima abbiamo definito “traumatiche”, il tema della riconciliazione, del perdono, risulta più strettamente connesso al tema del tradimento. Nelle separazioni, nelle malattie, nei lutti, si sperimenta, infatti, la sensazione di essere “traditi”, oltre che da qualcuno, dalla vita e da Dio. Può accadere che, perdonato l’autore delle proprie ferite, l’uomo in crisi si avventi contro se stesso, lasciandosi avvolgere dalle nubi della depressione, attardandosi in pensieri di rimpianto, attribuendosi impietosamente la colpa di quanto è accaduto. Quella della depressione è la fase nella quale si reagisce alle ferite in maniera colpevole, divenendo così ancora più vulnerabili alle ferite stesse. Si innesca, non di rado, un perverso circolo vizioso per il quale più ci si sente in colpa, più si sbaglia e più il sentimento di colpa aumenta. Questa volta, per uscire dallo stallo, occorre imparare a perdonare se stessi, andando al di là dei propri sbagli e provando a cambiare ciò che è possibile cambiare.

Giovanni Salonia-Pietro Cavaleri, Cammino dell’uomo e stagioni della vita, inIn charitate pax. Studi in onore del Cardinale Salvatore De Giorgi, a cura di Francesco Armetta e Massimo Naro, Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista”, Palermo 1999, pag. 552