Partiti da quel Tutti i bambini crescono, meno uno, il libro di Peter ci fa approdare alla triste constatazione che i bambini che non crescono rimangono «spensierati, innocenti» e «senza cuore». Ad ogni primavera, all’inizio di un nuovo anno, ogni bambino dovrà affrontare questo passaggio decisivo: crescere o non crescere. Ma la scelta sarà orientata dalla qualità e dalla quantità dei baci ricevuti. Potremmo dire: i bambini che hanno ricevuto più baci sono quelli più pronti a crescere. Ma Barrie non si spinge fin qui. Egli ci consegna due soluzioni… incomplete. Wendy crescerà, avrà un cuore, ma perderà la spensieratezza, l’innocenza, e non riuscirà più a volare. Magari a ogni primavera, a ogni inizio di nuovo anno tornerà a sognare, ma poi inesorabilmente invecchierà, consegnando alla figlia un sogno impossibile, un rimpianto rassegnato, un bacio che aleggia sulla bocca. Peter invece non crescerà. Continuerà a far sognare un mondo che vola, ma rimarrà senza cuore. Ovvero: dimentica presto chi lo ha incontrato, corre senza fermarsi, può essere violento fino a uccidere. È una meraviglia – ci ricorda Blake – quando accade il matrimonio tra innocenza ed esperienza (Blake, 1997). La storia di Peter invece termina con l’amara convinzione che non è possibile congiungere infanzia e adultità, piacere e dovere, emozione e ragione, principio dionisiaco e principio apollineo, Wendy e Peter Pan.

Giovanni Salonia, Peter Pan: il bambino non baciato, in Giovanni Salonia (ed.), La vera storia di Peter Pan. Un bacio salva la vita, Cittadella Editrice – 1° Edizione Dicembre 2015, pagg. 34-35