Un dolore visibile nel corpo è più facilmente tollerabile rispetto alla presenza, nell’anima, di vissuti intollerabili e per lo più invisibili agli altri. Tali atti impulsivi sono un modo, anche se gravemente distorto, di relazionarsi agli altri, di suscitare una viva risposta affettiva nell’altro. Considerando questo aspetto, interessante è la riflessione sul fatto che le condotte impulsive hanno anchemil senso di ‘saggiare’ la tenuta (o la presenza stessa) di un ambiente in grado di fare da argine ad un soggetto alla ricerca di una funzione di limite e contenimento. In questo senso, propone Zanarini, la definizione di ‘stato limite’, usata dalla psicopatologia francese per indicare la psicopatologia borderline, è particolarmente suggestiva: stati mentali in cerca di un limite.
Gabriella Gionfriddo, La trama relazionale borderline. Traduzione gestaltica dei criteri diagnostici del DSM -5 (Modello ‘Alternativo’), in G. Salonia (ed.), La luna è fatta di formaggio. Terapeuti gestaltisti traducono il linguaggio borderline, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pagg. 82-83