La comunicazione “rappresentativa” contiene quelle esperienza dei soggetti che rivelano come essi sperimentano il loro mondo in un determinato momento. Attraverso essa il soggetto esprime come persona le sue reazioni nel confronto con la realtà, senza pretendere che queste sue esperienze siano universalmente valide e rappresentative. Il carattere soggettivo della “comunicazione aperta” dà a questo stile di interazione una nota di non direttività, perché non si appella a criteri generali né spinge gli altri a condividere ed assumere la percezione e le esperienze individuali della realtà. Attraverso l’autopresentazione risalta come ogni partecipante all’interazione costituisca una individualità con una propria storia, con le proprie esperienze e con un modo personale di vedere e sperimentare il mondo. La formulazione dell’autopresentazione, per essere rappresentativa delle proprie esperienze in un dato momento, tenga presente i seguenti due principi: 1) sottolineare che si tratta di una percezione personale e di una esperienza individuale di cui l’emittente si assume la responsabilità (l’io come portatore di esperienze); 2) indicare l’indice referenziale.

Herbert Franta, Giovanni Salonia, Comunicazione interpersonale. Teoria e pratica, LAS – Roma, 8° ristampa, settembre 2008, p.120




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