Questo ritmo riformulazione-esposizione della propria esperienza, oltre ad essere una garanzia di comunicazione valida, diventa una tecnica molto efficace per dar prova di sé come partner in comunicazione. Quando l’emittente, nella comunicazione, sperimenta delle emozioni, l’ascoltatore più che “capire” deve cercare di “sentire” con lui. Diventa possibile conoscere il significato dell’esperienza del partner non “ragionando” ma “sentendo” con lui.  La comprensione empatica dell’esperienza del partner in interazione avviene quando il recettore percepisce e comunica gli stati emozionali dell’emittente stesso nel significato personale che hanno per lui. L’ascoltatore deve, in un primo momento, identificarsi con il mondo esperienziale dell’emittente, “camminando con le scarpe” del partner-emittente e vedendo il mondo dal suo punto di vista emotivo e percettivo. L’essere “dentro” l’esperienza dell’emittente e nello stesso tempo il rimanere “fuori”, permette all’ascoltatore di cogliere il significato delle esperienze dell’emittente, i loro antecedenti, le loro conseguenze, senza restarne sommerso. In questo modo egli contribuisce all’allargamento e alla chiarificazione della conoscenza e della percezione che l’emittente ha delle proprie esperienze. Con la comprensione empatica del significato delle sue esperienze, l’ascoltatore può partecipare alla vita dell’emittente, e in questo modo sperimentare il suo mondo. Così l’ascoltatore, attraverso il processo d’identificazione diviene un “alter ego” dell’emittente, permettendo a questi di esplorare e sperimentare i propri sentimenti in modo più intenso.

Herbert Franta, Giovanni Salonia, Comunicazione interpersonale. Teoria e pratica, LAS – Roma, 8° ristampa, settembre 2008, pag.73