La Gestalt Therapy (GT) legge le fobie, le ossessioni e le compulsioni (FOC) come stili relazionali disfunzionali che rivelano una seria difficoltà dell’Organismo (O.) ad entrare in contatto nutriente con l’Ambiente (A.), nonostante ne abbia desiderio e intenzionalità. Nell’ermeneutica della GT, infatti, ogni disturbo psichico rivela (e deriva da) un’interruzione del processo di avvicinamento dell’O. all’A.: interruzione che avviene in momenti differenti del percorso relazionale temporale che conduce l’O. a portare a realizzare il contatto con l’A. Fallire nel contatto con l’A. blocca la crescita e produce sintomi. Un esempio. Dopo aver parlato con un amico, io so (ne divento maggiormente consapevole quando mi concentro) se il contatto con lui è stato pieno o no verificando le seguenti domande: «Ho detto ‘quello’ che volevo dire? Ho detto ‘tutto quello’ che volevo dire? Ho interagito come volevo?». Se le risposte sono affermative, il contatto è stato pieno e ha nutrito l’amicizia; se le risposte sono negative, il contatto è stato in tutto, o in parte, fallimentare. Si parla di competenza relazionale di una persona quando abitualmente è capace di contatti pieni con l’ambiente.
Giovanni Salonia, L’angoscia dell’agire tra eccitazione e trasgressione. La Gestalt Therapy con gli stili relazionali fobico-ossessivo-compulsivi, in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pagg. 193-194