Matrice della crescita è proprio ciò che accade tra i corpi, ovvero l’intercorporeità (Peri, Salonia, 1997; Salonia, 2008; Id., 2011a). Quando Rita mi dice che non comprende come mai Luca (il figlio di sette mesi) abitualmente tranquillo, socievole, sorridente con tutti, ha una reazione di nervosismo e di pianto quando vede il nonno, le chiedo che effetto fa a lei vedere il padre. Un attimo, un sorriso e Rita mi risponde divertita: «Mi crea un nervosismo enorme. Ho capito». L’intercorporeità è il segreto ermeneutico del Peter Pan, condensato metonimicamente nel bacio, che di ogni relazione è icona fedele. Molto fine è nel libro anche l’aver posto il bacio-non-dato e non-raggiungibile in un luogo corporeo ben preciso: l’angolo destro della bocca della signora Darling. Come se, prima di Reich e di Perls, Barrie intuisse che nel corpo è depositata la storia affettiva e relazionale di una persona. In quel bacio rimasto sull’angolo destro della bocca della signora Darling è racchiusa e incarnata la storia della signora da bambina e da madre: non ha ricevuto baci e non sa darli in pienezza. I “gesti relazionali mancati” (nella fattispecie, i baci mancati) rimangono nel corpo del bambino come tensioni, insicurezze, richieste ossessive di calore, blocco della crescita, appunto (Salonia,2008).
Giovanni Salonia, Peter Pan: il bambino non baciato, in Giovanni Salonia (ed.), La vera storia di Peter Pan. Un bacio salva la vita, Cittadella Editrice – 1° Edizione Dicembre 2016, pagg. 22-23