È la certezza di essere stato amato che gli permetterà di iniziare il suo viaggio di relazione anche con i pari. Un primogenito compreso fino in fondo nel suo dolore può riprendere la sua strada, il suo cammino verso la crescita e verso la relazione. In tal caso si realizza l‘andare oltre il confine individuale e maturando una competenza al contatto. Ciò costituisce un apprendistato emotivo e orienta le dinamiche affettive verso la fiducia reciproca e la tolleranza, ponendosi come metafora del modo in cui vivere nella polis ed evitando derive di frantumazione individualistica tipiche del contesto attuale. Il fratello non è solo un rivale con il quale contendersi il primato dell’amore dei genitori, ma è anche un altro bambino, un altro diverso da sé nel quale rispecchiarsi, identificarsi: è un altro con cui sperimentare schemi relazionali dell’esser-ci-con in un contesto paritario. I fratelli creano un piano orizzontale, un loro mondo spesso sconosciuto agli stessi adulti, intessono segretamente nuovi modi di relazionarsi, imparano a negoziare, sperimentano dimensioni positive come affetto, cooperazione, supporto e anche dimensioni negative come conflitto e controllo. Ciò costituisce una palestra, un’esperienza fondamentale nello sviluppo affettivo del bambino e nella sua sperimentazione ed assimilazione della competenza al contatto.
Paola Aparo, Oltre l’edipo, un fratello per narciso, in GTK 4, Rivista di Psicoterapia, Dicembre 2013, pag. 53