Nonostante questi dati di fatto, tuttavia l’educazione all’ascolto viene trascurata. Nella scuola, ad es., i curricoli scolastici danno ampio spazio all’apprendimento della lettura e della scrittura e non prevedono programmi per l’apprendimento dell’ascoltare.
– La mancanza di competenza comunicativa in questa funzione comporta non poche e non lievi conseguenze negative per l’individuo: l’esposizione quasi continua all’azione e alla suggestione dei mass-media, influendo sulla nostra motivazione e condizionando i nostri atteggiamenti, può condurci a spiacevoli conseguenze, se non disponiamo di una buona capacità di recezione critica di fronte a tanta colluvie di messaggi.
– L’esigenza di acquisire la competenza di ascoltare emerge anche dalla situazione di particolare solitudine in cui molte persone vivono nella nostra società. Per andare incontro ai bisogni di queste persone non è sufficiente il solito atteggiamento di solidarietà, ma si richiede una profonda competenza nell’ascoltare partecipando alla loro esperienza con comprensione ed interesse.
– Noi svolgiamo in modo efficace la funzione dell’ascoltare se riusciamo a leggere le intenzioni dell’interlocutore, se dimostriamo al partner in interazione la nostra attenzione, il nostro interesse e la nostra comprensione empatica, se, alla fine dei messaggi dell’altro, facciamo seguire i nostri per stimolarlo nella prosecuzione della comunicazione o per un arricchimento reciproco.

Herbert Franta, Giovanni Salonia, Comunicazione interpersonale. Teoria e pratica, LAS – Roma, 8° ristampa, settembre 2008, pag.56