Quale consapevolezza per un paziente grave? Impervi sentieri per raggiungere se stesso: liberandosi dalla fusione con l’altro e dalle verità che imprigionano per accogliere la drammatica solitudine della propria unicità.
“Comunicazione”
Sento le voci, non mi fanno dormire… 24 ore su 24, senza tregua. Mi
sento letto nel pensiero. Tutti leggono nei miei pensieri. Sono angosciato…
mi sento sempre violentato… e non so perché.
La quotidianità del paziente grave è fatta di esperienze angoscianti: nulla è scontato, poiché fuori dalle mura di casa il mondo è minaccioso e invade. Il Sé è permeabile a tutto ciò che succede. Ogni cosa continuamente accade al confine di contatto. Dallo sfondo angosciante di cui è inconsapevole, emergono le continue figure che esprimono la sofferenza.
Valeria Conte, La Gestalt Therapy e i pazienti gravi in G. Salonia, V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pagg. 87