In altre parole, ci si accorge che non è necessaria una istanza regolativa esterna, un super-Io, per passare dal piacere al dovere, ma questa regolazione avviene in modo spontaneo nel corpo e nella relazione. È la relazione che si autoregola. Scherzando, si potrebbe dire che la rotatoria, che punta tutto sulla ragionevolezza degli autisti, può risultare più funzionale del semaforo, che dall’esterno regola i transiti. Se l’infanzia è stata vissuta dentro relazioni sane e costruttive, in una positiva intercorporeità tra genitori e figli, tra i fratelli, il passaggio all’adultità avviene spontaneo. Un’adultità “nuova”, che si porta dentro giocosità e spensieratezza. Bisogna ridare fiducia al bambino, al suo corpo e al suo corpo in interazione con i corpi dei due genitori. Il bambino – contrariamente a quanto affermano coloro che inventano “complessi” e “patologie” dei bambini – non è portatore di spinte distruttive (amori incestuosi, odio paterno, rifiuto di crescita, ecc.) e impossibili: ha solo bisogno di genitori che siano genitori nell’intimo del loro corpo. È il sé autobiografico di cui parla Damasio e la funzione-Personalità genitoriale di cui parla la Gestalt Therapy (Salonia, in press/a)6. Da queste ricerche emerge che il vero problema del principio dionisiaco non è quello di essere incontenibile, ma di essere percepito come tale. È la paura dell’istinto, è la repressione – ci ricorda Goodman (Perls, Hefferline, Goodman, 1997) – che rende pericoloso l’istinto. I blocchi del corpo e dei vissuti dei figli nascono dalle paure che essi avvertono nei corpi dei genitori. Ogni bacio che rimane nel corpo del genitore provoca un vuoto nel corpo del figlio. Sarebbe stato interessante chiedere a Wendy cosa sarebbe cambiato nel suo corpo e nella sua vita se quel bacio le fosse arrivato.

Giovanni Salonia, Peter Pan: il bambino non baciato, in Giovanni Salonia (ed.), La vera storia di Peter Pan. Un bacio salva la vita, Cittadella Editrice – 1° Edizione Dicembre 2016, pagg. 36-37