Ne hai dunque paura? Oh no,
amico mio, pieno di gioia
vuoto di spiegazioni
colmo d’ira
io sono. (da Antonio Porta, Invasioni)
Come psicoterapeuta della Gestalt ri-scriverei l’ultimo verso del poeta con “io-sono-con-te-qui-ed-ora”. Si rivoluziona così anche il concetto di tempo (“travolge la dimensione del tempo”): l’essere umano non ha diritto all’eternità, ma può godere della possibilità di vivere pienamente il presente nel Mit-Dasein, tragicamente consapevole della propria finitezza.  [] Aristotele nella “Poetica” afferma che la tragedia è l’imitazione di un’azione sera e compiuta, è chiaramente un’affermazione che si riferisce all’aspetto formale del genere teatrale che perviene in sé alla conclusione di una storia, ma per quanto riguarda la tragedia della condizione umana il giudizio è sospeso: l’esistenza è tanto imperscrutabile quanto non concludibile. …Perché ha in sé il germe dell’iniziazione successiva.


Paola Argentino, Tragicità dell’esperienza e palingenesi terapeutica  in Tragedie greche e psicopatologia a cura di Paola Argentino, Medacalink Publishers, I edizione 2005, pp. 26-27