Le compulsioni di contenimento, come già detto, rivelano che l’intensificarsi delle emozioni accresce nel paziente la paura di non saperle controllare. L’azione compulsiva non esprime la spontaneità dell’O., ma serve ad accrescere il controllo perché non escano di nascosto emozioni percepite come distruttive. Controllare la chiusura del gas molte volte, ad esempio, è un gesto relazionale, sia nella misura in cui esprime il disagio di chi ha ricevuto una responsabilità maggiore delle proprie possibilità, sia se esprime la paura che un’emozione negativa possa uscire da sé. Quando chiedo a Lucio di fare davanti a me il gesto con cui chiude il gas parecchie volte, emerge spesso dal tono di voce, dal gesto delle mani, dall’espressione della faccia se è presente in lui la rabbia per essersi dovuto assumere una responsabilità che avrebbe dovuto toccare ad altri (notai negli occhi di Lucio, quando mi ripeté il gesto, un lampo che poi mi disse essere rivolto alla madre) o la paura che possa venir fuori un’emozione negativa (Mary stava lì a controllare se veramente fosse chiusa la porta, quasi ad essere sicura che tutto il suo mondo interiore fosse stato recintato).
Giovanni Salonia, L’angoscia dell’agire tra eccitazione e trasgressione. La Gestalt Therapy con gli stili relazionali fobico-ossessivo-compulsivi, in G. Salonia, V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pagg. 221-222