Nelle relazioni interpersonali sorgono i disturbi più gravi quando i soggetti in interazione non sono consapevoli o non concordano sulle reciproche intenzioni del comunicare […].  Per evitare i “nois” che provengono dal fatto che si trascura di identificare le concordanze sulle intenzioni, che possono essere varie (p. es., stabilire relazioni, mantenerle, scambiare idee ed affetti, chiedere informazioni, meta comunicare, sfogare emozioni, trovare soluzioni, ecc.), l’ascoltatore deve esaminare la sua disponibilità e intenzionalità a comunicare per verificare se sono in sintonia con quelle del partner. Infatti il criterio fondamentale per assumere il ruolo dell’ascoltatore è proprio la verifica delle proprie disponibilità alla comunicazione; se, ad es., un soggetto si sentisse stanco o centrato su un proprio problema, o interessato a terminare un compito, o incompetente ad affrontare la tematica, o non disposto benevolmente verso la persona in interazione, sarebbe consigliabile che egli prendesse contatto con tali esperienze, allo scopo di controllarle e di decidere conseguentemente se assumere o no il ruolo di ascoltatore. Non identificare le proprie esperienze nel momento in cui veniamo sollecitati ad assumere il ruolo dell’ascoltatore, non confrontarci con le nostre tensioni di fronte alla comunicazione degli altri, costituiscono fattori che facilmente compromettono le relazioni comunicative. Invece, quando l’ascoltatore nell’interagire si rende conto della sua situazione, e se ne assume la responsabilità, gli diventa più facile disporsi all’ascolto.
Herbert Franta, Giovanni Salonia, Comunicazione interpersonale. Teoria e pratica, LAS – Roma, 8° ristampa, settembre 2008, pag.58