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La storia di Franco mostra che spesso i deficit percettivi (agnosia, prosopagnosia, mancato riconoscimento di alcuni colori tra cui il bianco) impediscono una percezione corretta degli stimoli e di conseguenza le azioni compiute risultano inadeguate. Nel momento in cui la sensazione emerge dallo sfondo corporeo, l’episodio di contatto si interrompe perché la persona con DA perde la capacità di simbolizzazione: non è più in grado di attribuire un significato allo stimolo secondo un frame of reference socialmente condiviso e, inoltre, ha difficoltà nel porre le proprie sensazioni e propriocezioni in relazione all’Ambiente. Viene compromessa la funzione di orientamento: il paziente non è più in grado di discriminare il proprio bisogno e quindi di muoversi verso l’Ambiente per soddisfarlo realizzando scelte funzionali. Questa processualità è confusa: «un dolore fisico può prendere una forma linguistica in cui la persona chiede ricorsivamente di andare a casa; la fame si manifesta come manipolazione di un oggetto; il pianto di un altro può stimolare il ricordo spaventoso delle urla di un campo di concentramento; una bambola può essere stretta e accudita come fosse uno dei propri figli; il letto è un luogo troppo grande per chi ha dormito una vita nella cuccetta di un camion»; gli assistenti che compiono azioni di igiene possono essere aggrediti perché il paziente ha perso la capacità di giudizio e non sa che ci si lava, non riconosce la doccia e ha paura dell’acqua e di ciò che succede. Ciò che possiamo osservare, dunque, è che la funzionalità quotidiana psicosociale delle persone DA viene severamente compromessa poiché non percepiscono più l’Ambiente e il proprio mondo interiore in modo corretto e non possono più valersi delle competenze acquisite. Senza questi sfondi non si realizza il processo di identificazione/alienazione che caratterizza la funzione-Io del Sé. Il paziente AD non è in grado di identificare/alienare parti del campo per poter scegliere ciò che ritiene appropriato e organizzare i propri comportamenti in modo adattativo e creativo. Gli stimoli incompresi, inoltre, determinano ansia e reazioni catastrofiche, che si trasformano in comportamenti di agitazione.
Grace Maiorana e Barbara Buoso, Il frammentarsi delle traità nella demenza di Alzheimer. Ed io avrò cura di te: ricucire trame smarrite, in GTK 6, Rivista di Psicoterapia, Maggio 2016, pagg. 24-26



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