Leggiamo dunque il gesto distonico come ‘postura antalgica’ successiva all’assenza di sostegno di fronte all’eccitazione e lo stato ansioso del musicista distonico come un’interruzione del contatto. Altro elemento fondamentale nel trattamento dell’Anxiety in GT è la dimensione triadica della relazione fondativa e della psicoterapia, in cui si considera come terapeutica non la ‘coppia’ terapeuta-paziente ma, come nella relazione genitore-figlio in cui in realtà si deve tenere presente il triangolo padre-madre-figlio, la triade terapeutaco-terapeuta-paziente. Tale co-terapeuta può essere interno, ma nel trattamento di musicisti affetti da FHD [Focal Hand Dystonia] e che presentano anche MPA [Music Performance Anxiety], la ‘coppia terapeutica’ è formata da professionisti con specificità diverse: psicoterapeuta, ortopedico, neurologo, fisioterapista, ecc. Il sostegno offerto dunque deve essere multiprofessionale, integrando l’intervento sulle disfunzioni motorie con i vissuti emotivi e corporeo-gestuali. Il fisioterapista, per esempio, non si preoccuperà solo degli aspetti fisici e cognitivi, ma considererà anche gli aspetti emotivi e relazionali. E così lo psicoterapeuta della Gestalt non si fermerà ai toni emotivo-relazionali, ma lavorerà in forma integrata con il fisioterapista, considerando le tensioni, il respiro, le contrazioni corporee e il loro ritmo, la gestualità.

Giovanni Turra e Elena Ponzio, Il crampo del violinista. La Gestalt Therapy nel trattamento della distonia focale alla mano del musicista, inGTK 6, Rivista di Psicoterapia, Maggio 2016, pag. 77