Come mai – potremmo chiederci – Peter Pan e i Bambini Smarriti hanno un rapporto diverso con la madre? Perché Peter la rifiuta tanto, mentre i ragazzi che lo seguono la invocano? Sono in verità esperienze materne diverse. Peter appena nato fugge via. Ha la sensazione che a casa non ci sia posto per lui. E quando, tempo dopo, tornerà a guardare l’interno della sua casa, troverà la finestra chiusa e il posto già occupato da un altro bambino. Peter non sa cosa è una madre: è andato via prima di conoscerne il corpo. I Bambini Smarriti, invece, hanno conosciuto la madre, ma da lei sono stati dimenticati ed è rimasto in loro solo il richiamo di quella prima, veloce e interrotta, esperienza di maternage:
«I bimbi smarriti? Chi sono?». «Sono quelli che scivolano fuori dalle carrozzelle quando la bambinaia non fa loro attenzione. Se entro sette giorni i genitori non li ricercano, vengono spediti molto lontano, sull’Isola-che-non-c’è, perché nessuno ne sostiene le spese. Io sono il loro capitano». «Dev’essere molto divertente!». «Sicuro», affermò Peter e aggiunse accortamente: «però viviamo piuttosto soli: capisci, non abbiamo nessuna compagnia femminile». «Come? Non vi sono bambine con voi?». «No purtroppo! Le bambine, mia cara, sono troppo astute per cadere fuori dalle carrozzelle» (36-37).

Giovanni Salonia, Peter Pan: il bambino non baciato, in Giovanni Salonia (ed.), La vera storia di Peter Pan. Un bacio salva la vita, Cittadella Editrice – 1° Edizione 2016, pagg. 26-27