Ma questi ‘fiori’ nascono in un deserto, un deserto relazionale, di storia vissuta con arsura affettiva e di presente ingrato e sfuggente. «Chi sono, dove sono, perché ci sono?…» sono domande esistenziali di poco conto, rispetto al grande dramma dell’incontro con l’altro, al ‘come’ entrare in relazione, al bisogno di soddisfare l’intenzionalità al contatto che freme struggente nell’intimo umano. Quando Francesco velocemente, senza guardarmi, è riuscito a dirmi: «Ciao», in risposta al mio saluto, rideva mentre scappava via, tutto sudato e tremante. Quanta fatica! Ma anche quanta gioia, per entrambi, nell’essere riconosciuti dall’altro con un saluto. E questo riconoscimento reciproco apre le danze alla relazione, in un gioco armonico di contatti vitali e slanci emotivi.
Paola Argentino, Dalla narrenschiff al ‘divenire fiori’: la danza dell’incontro nelle strutture psichiatriche, in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pag. 106