Accettare incondizionatamente l’altro vuol dire collocarsi al di là della valutazione, dell’approvazione, dell’accordo o del disaccordo; vuol dire accogliere l’altro in quanto persona, rispettarlo nel suo esserci e nella sua ricerca, nei suoi limiti e nelle sue opportunità, nelle sue ricchezze e nelle sue ferite. L’accettazione incondizionata va al cuore dell’incontro tra persone: accetta l’esistenza dell’altro. Quando questo avviene il formatore dà a chi gli sta di fronte un anticipo di fiducia: una fiducia che non viene offerta come conseguenza e ricompensa ma come riconoscimento incondizionato dell’altro. Siamo alle soglie dell’amore, di quell’amore per l’essere che fa crescere le persone. L’accettazione incondizionata e l’anticipo di fiducia producono una guarigione dell’autostima, che è il costrutto centrale della persona. Avere una sana autostima significa amare se stessi, non per quello che si ha o si fa, ma per quello che si è. In questo senso l’autostima significa anche liberazione dalla schiavitù del giudizio degli altri o dalla mancanza di sicurezza di base. E’ nella legge della vita che si apprende ad autostimarsi in modo incondizionato solo se si riceve un’accettazione incondizionata. Una tale accoglienza facilita nell’altro i processi di comprensione del proprio mondo interiore, fatto di luce, di opportunità, di potenzialità ed anche di ombre, di incongruenze: si apprende ad ascoltarsi solo se si è ascoltati. Un’accoglienza genuina si esprime infatti e si verifica nella qualità dell’ascolto concreto.
Giovanni Salonia, Kairòs – Direzione Spirituale e Animazione Comunitaria, EDB, Bologna 2006, pagg. 76-77