E poiché le comunità terapeutiche, pur essendo nate all’interno del movimento anti-istituzionale, sono di fatto delle istituzioni psichiatriche (alcuni le denominano, per differenziarli dagli ospedali psichiatrici, ‘le istituzioni curanti’), è interessante vedere come il processo di gruppo del modello gestaltico si pone nei confronti delle analisi dei gruppi istituzionali di Bion e di Fornari. Quest’ultimo sostiene che i gruppi istituzionali sono equiparabili alla famiglia e quindi è possibile analizzarli in termini di codici affettivi. Secondo le relazioni tra le persone Fornari distingue il codice materno, paterno, del bambino e dei fratelli. I codici affettivi possono essere accostati agli assunti di base di Bion, come afferma lo stesso Fornari, e precisamente l’assunto di base di dipendenza esprime il codice materno, l’assunto di attacco/fuga quello paterno e l’assunto dell’accoppiamento, esaminato nel suo aspetto di attesa messianica, esprime il codice del bambino. Infine il codice dei fratelli si avvicina al concetto bioniano di gruppo di lavoro, sebbene Fornari non condivida la contrapposizione che Bion attua tra gruppo in assunto di base e gruppo di lavoro, ed aggiunge l’assunto di conservazione/cambiamento come assunto di base del gruppo dei fratelli. In effetti, ogni comunità terapeutica, vista dall’esterno, attua uno specifico codice affettivo relazionale. Nel MGC l’aspetto individuale di sviluppo del Sé si integra con il processo di gruppo comunitario e l’istituzione psichiatrica non si cristallizza in una modalità relazionale o codice affettivo o assunto di base; bensì segue un processo evolutivo clinico che si declina nel tempo.

Paola Argentino, “Dalla narrenschiff al ‘divenire fiori’: la danza dell’incontro nelle strutture psichiatriche” in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pagg.115-116