Nei pomeriggi trascorsi in una scuola dell’infanzia (quando il numero degli alunni diminuisce e si crea un gruppo affiatato) i bambini cominciano poco per volta a giocare con la maestra. Tutti i giorni, per alcune settimane, sempre lo stesso gioco: il gioco di mamma e figlia. C’è chi fa la mamma (in genere la maestra), ci sono i figli piccoli e il papà che va a lavorare. Il copione è sempre lo stesso, ma ogni bambino sceglie di volta in volta di rappresentare il ruolo che più gli preme in quel momento: può essere il bambino piccolo che deve essere lavato, che ha bisogno di essere cambiato, cullato, o il bambino più grande che va scuola, o il papà che fa il meccanico e “aggiusta le cose”. Ogni bambino gioca il ruolo più congruo al proprio desiderio e in alcuni casi alla ‘mancanza’ (quando sente che non è abbastanza il ‘latte’ ricevuto). E così si fa esperienza ludica fino alla sazietà, facendo leva sull’infinita possibilità dei ruoli.

Dada Iacono, Gheri Maltese, Come l’acqua… Per un’esperienza gestaltica con i bambini tra rabbia e paura. Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2012, p. 52