Antigone resiste. Per definizione o, meglio, per generazione, ella è colei che è ‘contro’. Nel suo nome il suo destino (nomen omen): rappresenta il genere ‘dell’anti’, dell’opposizione.  Antigone capostipite di tutti (tutte) coloro che resistono. Generata per resistere, in lei ritroviamo un suggestivo e antico destino della donna: essere l’‘anti’, essere ‘contro’.  Non ci sorprenda tale proposta. Anche l’ebraico ezer kenegdo– attribuito in Genesi ad Eva – include nel proprio campo semantico l’essere ‘di fronte’, l’essere ‘contro’ della donna nei confronti dell’uomo. Per non pochi traduttori Eva è stata donata ad Adamo come “un aiuto ‘contro’ di lui” (Gn 2,18): un aiuto che è tale perché – e in quanto – di fronte, perché ‘contro’. La resistenza come destino della donna. Paritaria, certamente – come non ricordare al riguardo le acute analisi di Edith Stein? – ma di una parità che richiede l’essere di fronte, il fronteggiare.  

Giovanni Salonia, La grazia dell’Audacia. Per una lettura gestaltica dell’Antigone, ed. Il Pozzo di Giacobbe, Giugno 2012, pag. 14