Le differenze di genere e i possibili intrecci nella relazione terapeuta-paziente sono sempre significativi. Per la GT il maschile e il femminile nella costituzione dell’identità corporea e relazionale fanno parte del gioco relazionale tra figura e sfondo che ci permette di sperimentare esperienze mancate e completare gestalt incompiute. Come ben si sa, in GT la relazione T-Pz è parte integrante del lavoro terapeutico con tutti i pazienti, ma sicuramente con il N [Narcisista] la differenza di genere è molto importante sin dall’inizio e può determinare la possibilità stessa di restare in terapia. La differenza di genere nella terapia con il N ha due inizi molto differenti, ma un’unica significativa conclusione: l’innamoramento del paziente per il terapeuta. Dal probabile innamoramento iniziale con forte valenza seduttiva del Pz N maschio verso la T donna, si dovrà arrivare – attraversando sentimenti di rabbia, umiliazione, dolore – ad un sentimento di affetto genuino, senza lotta di potere, riconoscendo e affidandosi alla T con un autentico senso di gratitudine. Molto diverso, invece, l’inizio della relazione terapeutica tra Pz N donna e T maschio: mancherà l’innamoramento iniziale, anche se potrà essere presente un comportamento erotico, ma avrà la stessa necessaria e significativa conclusione… aprirsi con affetto e genuino affidarsi ad un uomo ‘altro’ dal padre.

Valeria Conte, La modalità relazionale narcisistica nella postmodernità e il lavoro terapeutico in Gestalt Therapy, in GTK 4, Rivista di Psicoterapia, Dicembre 2013, pag. 31-32