«Mi confondo… ogni volta che parlo con i miei, papà fa tante cose per me… gli sono grata: mi mantiene gli studi, mi paga le spese, ma non mi chiede mai come sto, anzi al mio accenno di difficoltà alle sue richieste (spesso illogiche e comunque che non riguardano né me né lui) mi accusa di essere ingrata e mi fa sentire enormemente in colpa, mi confondo e non so cosa provo veramente io… Mia madre mi chiede sempre come sto e si preoccupa molto per me anche eccessivamente, ma non so se mi vede veramente… la sua ansia mi invade e devo tenerla lontano per continuare a farcela da sola, come sempre… sola… sola con il mio vuoto». Da questo sfondo relazionale nascono molti problemi dei B. Le relazioni affettive che instaurano sono di fatto complicate: oscillano dall’estrema dipendenza all’ostentata indipendenza e per chi gli sta accanto è difficile capire come trovare la giusta distanza emotiva da loro. Sicuramente la paura di essere abbandonati insieme alla forte paura di essere fagocitati dall’altro sono gli estremi che dominano i rapporti che creano.

Valeria Conte, Il paziente borderline: una ostinata e sofferta richiesta di chiarezza (intervista di R.G. Romano), in G. Salonia, V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pag. 149