Un altro dettaglio, collocato ancora nella prima pagina, ci porta in un attimo nel cuore di Peter e ci spalanca un orizzonte imprevisto: E sulla sua [della signora Darling] bocca, dolcemente ironica, aleggiava sempre un bacio che Wendy non riusciva mai a cogliere, sebbene stesse lì, perfettamente visibile all’angolo destro. Direi che è una trovata geniale! Con un colpo d’ala ci vien fatto dono di un dettaglio aureo: sulla bocca della signora Darling era visibile un bacio non dato. Che i gesti non compiuti rimanessero scritti nel corpo è già un’intuizione di grande valore, che anticipa le scoperte che Reich (Reich, 1996) farà vent’anni dopo; ma sostenere che il gesto non compiuto sia visibile è proprio coraggio, è ardimento. È andare al di là dei paradigmi dell’archeologia inconscia al tempo dominante, per anticipare le prospettive fenomenologiche relazionali della Gestalt Therapy (Perls, Hefferline, Goodman, 1997; Salonia, 2008) degli anni Sessanta.

Giovanni Salonia, Peter Pan: il bambino non baciato, in Giovanni Salonia (ed.), La vera storia di Peter Pan. Un bacio salva la vita, Cittadella Editrice – 1° Edizione Dicembre 2016, pp. 16-17



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