In questo contesto, l’occorrenza di «cried» nelle pagine finali del libro assume un contorno speciale. Essa è preceduta, nelle mosse conclusive del libro, da due fondamentali forme satelliti. La prima è «cry»: Wendy, John e Michael tornano a casa, in un’atmosfera straniata, e decidono infine di farsi trovare da Mrs. Darling coricati nei loro lettini, così da provocare nella madre una fortissima reazione emotiva, ma «when Mrs. Darling went back to the night-nursery to see if her husband was asleep, all the beds were occupied. The children waited for her cry of joy, but it did not come» (pp. 190-191). La seconda è «crying». Wendy, ormai donna e madre, incontra per l’ultima volta Peter e mentre lo saluta sente che «something inside her was crying» (p. 203). Il mancato grido di gioia di Mrs. Darling, fortemente evocativo e simbolicamente riferibile alla sequela dei gesti mancati che marchia a fuoco il romanzo, si accosta così al lamento interiore di Wendy, che vorrebbe sfuggire alla sua inevitabile condizione muliebre per poter ritrovarsi a tu per tu, da bambina, con Peter. Senza il grido di gioia della madre che esulta per la bellezza del suo essere generante nell’amore non si può diventare adulti integrati, non ci si può sentire riscaldati da un’infanzia portata lievemente nel cuore. 

Antonio Sichera, Le venti parole di Peter Pan, in Giovanni Salonia (ed.), La vera storia di Peter Pan. Un bacio salva la vita, Cittadella Editrice – 1° Edizione Dicembre 2015b, pp. 48-49