La clinica della GT punta a creare una relazione terapeuta-paziente nella quale venga attraversata ed elaborata l’angoscia del paziente nel portare avanti le intenzionalità relazionali e così vengano ricostruiti possibilità e percorsi che conducono al contatto pieno. Diversamente da altre prospettive, nella GT il focus terapeutico non punta unicamente sul vissuto del paziente («Cosa sta sperimentando?») o su quello della congruenza (o del controtransfert) del terapeuta («Cosa sento io terapeuta?»), ma analizza il fluire della relazione terapeuta-paziente: cosa succede al confine di contatto terapeuta/paziente, come questo si evolve, come si interrompe e come si ripristina la sequenzialità del ciclo di contatto. Il terapeuta – come ci ricordava sempre I. From – deve essere sensibile e attento in modo particolare al momento in cui emerge nel paziente e nella relazione l’angoscia relazionale: è quello il momento decisivo della terapia perché è il momento in cui accadono le interruzioni del contatto.

Giovanni Salonia L’improvviso, inesplicabile sparire dell’Altro. Depressione, Gestalt Therapy e postmodernità , in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pag. 189