The kiss saves the life… Con una fictio efficacissima viene ribadito il segreto della storia di Peter Pan: il bacio salva la vita. È proprio lui, Peter Pan, l’inconsapevole rivelatore della verità: la grida, pur non comprendendola. Sarebbe stato troppo doloroso esserne consapevole: se un bacio salva la vita, non ne consegue forse che chi non è stato baciato non si è salvato? Verità insopportabile. Direi anche per i critici e per i lettori a cui piace ripetere lo slogan: Peter Pan è il bambino che “non vuole” crescere! Qui non c’è spazio per manipolazioni o bugie, per false giustificazioni o inganni adulti: Peter Pan è un bacio mancato. Ogni bacio mancato della nostra infanzia è il nostro Peter Pan. Ecco perché Peter Pan è simpatico a tutti: perché richiama – nel nostro corpo – i baci sognati e non avuti della nostra infanzia. Ecco perché piace a grandi e piccoli di ieri, di oggi e certamente di domani. Mentre abitualmente nell’infanzia mancano dei baci (come per Wendy), a Peter Pan è mancato proprio il bacio, quell’esperienza primaria, corporea, costitutiva dell’identità e della crescita. Ci sono allora bambini non baciati abbastanza, che rimangono nell’attesa rassegnata o nostalgica di questi baci che vedono aleggiare nella bocca dei genitori.

Giovanni Salonia, Peter Pan: il bambino non baciato, in Giovanni Salonia (ed.), La vera storia di Peter Pan. Un bacio salva la vita, Cittadella Editrice – 1° Edizione Dicembre 2016, pag. 21