In altre parole, l’analisi zooantropologica si orienta verso la cosiddetta Pet Ownership (PO): una relazione che va oltre il concetto di animale inteso come proprietà, oggetto o bene posseduto e privilegia invece la dimensione della tutela, della responsabilità e della cura, afferendo alla sfera del Sé e dell’intimità affettiva. La relazione PO si caratterizza per l’intimità e la continuità del rapporto, nel quale l’owner non si limita ad usare il pet nelle sue caratteristiche di utilizzo, bensì si preoccupa di costruire corrispondenze profonde che attengono alla sfera dell’intersoggettività. Considerando dunque come fondamentale l’attività di integrazione insita nella relazione uomo-animale, la zooantropologia evita precipuamente la strumentalizzazione e l’antropomorfizzazione dell’animale, che viene pertanto considerato soggetto e non oggetto, partner di relazione o co-terapeuta e mai succube.
Aluette Merenda e Giuseppe F. Merenda, Zooantrolopogia clinica: presupposti epistemologici e contesti applicativi, in in Aluette Merenda “Incontri terapeutici a quattro zampe. Gestalt therapy e prospettive di zooantropologia clinica”, ed. Il pozzo di Giacobbe, pagg.15-16



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