Se vuoi parlare, ricordati delle qualità comunicative richieste all’emittente:
– sii chiaro: evita espressioni generiche o allusive;
– sii descrittivo: evita valutazioni, interpretazioni o etichette;
– sii personale: parla a nome tuo, evita di ricorrere al noi, a citazioni autorevoli, ad accuse;
– se intendi parlare di comportamenti altrui […], limitati a descrivere i fatti e poi esprimi la tua opinione, la tua reazione o, meglio ancora, chiedi alla persona interessata se vuole comunicare le motivazioni o le intenzioni del suo comportamento.
Ricordati che ogni verifica, per essere positiva, deve essere preceduta dall’ascolto dei differenti modi di vedere la realtà.  Evita accuratamente di:
– confondere le intenzioni con i comportamenti;
– confondere il comportamento con la persona;
– dare intenzioni al comportamento altrui, e, peggio, dare un’etichetta all’altro.
Ricorda ancora una volta che accusare, valutare, giudicare, essere dogmatici, sono comportamenti che non aiutano né te, né l’altro e innescano una spirale di incomprensioni. Per la legge degli effetti reciproci, già presentata, ogni atteggiamento stimola quello limite. L’accettazione, a lungo andare, crea un clima di fiducia e stima reciproca, mentre la valutazione provoca aggressività e chiusura difensiva.

Giovanni Salonia, Kairòs – Direzione Spirituale e Animazione Comunitaria, EDB, Bologna 2006, pagg. 125-126