Nella crescita del PBL il linguaggio confuso o imbrogliato è stato appreso nella fase della confluenza con la figura materna, all’interno di una relazione piena di calore e di attenzioni. Solo dopo è emerso che gli apprendimenti avvenuti in questa fase si sono rivelati inadeguati o errati (creando confusione e smarrimento). È una situazione simile a quella del bambino che ha gustato il latte materno ma, dopo, ha dolori al pancino perché il latte era guasto. Accorgersi che quanto ha imparato dalla figura materna non corrisponde al proprio mondo interiore e anzi di sentirsi violentato da tale intrusione, sviluppa nel PBL un’angoscia implacabile, una sorta di frattura tra verità e calore: ricercherà in modo ostinato la verità e svilupperà un senso di insopportabilità del calore relazionale. La fobia del calore è un altro elemento che caratterizza il PBL: proprio perché ha sperimentato di essere stato imbrogliato a livello del calore affettivo, egli entra in angoscia e in confusione quando sente calore nelle relazioni affettive. Se può (ed è terapeutico dargli questa possibilità), deve allontanarsi, perché rischia di sentirsi risucchiato nella fusione psicotica, di perdere la propria identità, di non saper più discriminare cosa vuole rispetto a ciò che vogliono gli altri.

Giovanni Salonia, La luna è fatta di formaggio. Traduzione Gestaltica del Linguaggio Borderline (GTBL), in Giovanni Salonia (ed.), La luna è fatta di formaggio.  Terapeuti gestaltisti traducono il linguaggio borderline, ed. Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2013, p. 30