Uno dei rischi che stiamo correndo in questo periodo di grande interesse per il dialogo è quello di cominciare a pensare che la comunicazione crei la comunione. In realtà, la situazione è decisamente capovolta: si comunica a partire dalla comunione. Perciò la comunicazione serve a esprimerla e non a crearla! Accettare la diversità significa non porre come condizione della fiducia e del voler bene all’altro il riuscire a capirlo. E’ necessario cercare di capire, ma è pure necessario non ostinarsi a capire: bisogna anche rispettare il mistero dell’altro. […] Sembra un fallimento della comunicazione ed è invece un esempio luminoso del rispetto della diversità secondo cui si dà fiducia all’altro, anche se a noi incomprensibile. Non si vive insieme perché ci si capisce, non si comanda né si ubbidisce perché ci si comprende. Il mistero dell’altro e il mistero del vivere insieme a volte ci chiedono un’umile accettazione del non-capirsi.

Giovanni Salonia, Odòs, la Via della vita. Genesi e guarigione dei legami fraterni, EDB, Bologna 2008, pp. 181-182