In GT la teoria dell’esperienza di contatto – ovvero lo studio dell’interazione organismo/ambiente nel qui ed ora della relazione – permette una visione sistemica della realtà che non annulla l’individualità: dallo sfondo inteso come totalità, come contesto, si può comprendere il singolo elemento che emerge come figura. La relazione si colloca all’interno di questo principio gestaltico di figura/ sfondo e si concretizza a livello del confine di contatto, ove è possibile l’intervento terapeutico. Nel momento in cui il farmaco diventa ‘figura/contatto’ la qualità degli effetti terapeutici esprime lo sfondo relazionale ed influisce su di esso: l’esperienza relazionale terapeuta/paziente diventa sfondo-grounding che dà significato al farmaco. La GT dà al terapeuta una modalità di lettura diagnostico-prognostica, a livello del confine di contatto, del proprio esserci come strumento terapeutico, che può avvalersi di altri strumenti di terapia come, ad esempio, un farmaco. La prescrizione farmacologica, le modalità di somministrazione, i tempi di intervento, le indicazioni posologiche, vanno elaborate e valutate all’interno dei tempi e modi della specifica relazione terapeutica.

Paola Argentino, La dimensione relazionale della psicofarmacologia: dalla compliance al transfering gestaltico, in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pp. 235-236