Giorgio è un bambino di 5 anni e frequenta l’ultimo anno della scuola dell’infanzia. La sua giornata a scuola è caratterizzata da un continuo chiedere. Prima una cosa, subito dopo un’altra e poi un’altra ancora. Chiede di andare a casa, ma appena arriva la mamma vuole rimanere a scuola. In famiglia ha un fratellino più grande e un padre autoritario, che lo punisce sbrigativamente in risposta alle sue ‘monellerie’. Si dimostra sempre agitato, appiccicato alla madre con continue richieste e, periodicamente, balbetta. La madre è assai scostante nel suo comportamento. […]Un giorno, in orario pomeridiano, quando il numero dei bambini frequentanti è minore, Giorgio è in giro per la sezione senza decidersi su cosa fare. A nulla servono le proposte di attività o di gioco che, se iniziate, subito dopo vengono interrotte. Ad un certo punto intravede nella borsa della maestra le gomme da masticare. Ne chiede una. La maestra non fa in tempo a dargliela che lui domanda: “Posso due?”. Prende le gomme e ricomincia ad andare in giro. La maestra intuisce che l’ansia di Giorgio non gli permette di assaporare ciò che ottiene e di gustarlo interamente, né gli permette di saziarsi e andare oltre (chiede subito “Posso due?” e continua ad andare in giro). Da quel giorno diventa un’abitudine per Giorgio chiedere la gomma alla maestra e resta stupito quando ella gliene dà direttamente due guardandolo negli occhi e con modi pacati. Un poco alla volta Giorgio rallenta i movimenti, comincia a sospirare e riesce a sedersi accanto alla maestra per fare un disegno. L’esperienza di essere anticipato e sostenuto nel suo desiderio gli ha permesso di poter sentire un poco il suo respiro, allentando l’ansia del chiedere e del girare a vuoto e concentrandosi in tal modo in una piccola attività tutta per sé. La costante riproposta positiva e non ambigua di un’alterità ambientale buona ed affidabile ha iniziato a riparare le forti incrinature del ground, consentendo al bambino di cominciare ad attingere ad uno sfondo più stabile e a co-creare, accanto alla maestra, una propria piccola esperienza di contatto col mondo.

Dada Iacono, Gheri Maltese, Come l’acqua… Per un’esperienza gestaltica con i bambini tra rabbia e paura. Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2012, pagg. 64-65