La proiezione è una disfunzione di contatto che diventa particolarmente grave quando il terapeuta, incapace di contenere la propria rabbia conseguente alla non-compliance del paziente, si esprime con minacce o di interruzione di terapia o di accentuazione della gravità dei sintomi, se questi non assume i farmaci secondo prescrizione. Altri terapeuti interrompono il contatto con modalità di tipo retroflessivo per aspetti narcisistici personali e professionali. È quello che si verifica, ad esempio nell’iper – neurolettizzazione o nel rifiuto totale di prescrizione farmacologica: nel primo caso l’eccesso di farmaci è spesso il risultato dell’ansia del terapeuta, che sperimenta sentimenti di impotenza per il mancato miglioramento del paziente; nel secondo caso, frequente negli psichiatri-psicoterapeuti, l’atto di prescrizione farmacologica viene vissuto come ferita narcisistica perché considerato come derivante da proprie incapacità psicoterapeutiche. La disfunzione di contatto dell’egotismo è presente in quei terapeuti che interrompono la prescrizione farmacologica e la relazione terapeutica appena il paziente riferisce un miglioramento, come se perdessero interesse (o la propria identità di ruolo) per l’altro se non è più ‘malato’. Terapeuti che presentano prevalentemente una modalità relazionale confluente non riescono a mantenere i propri confini con i pazienti. Possono, ad esempio, divenire incapaci di porre dei limiti ai pazienti che richiedono quantità sempre maggiori di farmaci.

Paola Argentino, La dimensione relazionale della psicofarmacologia: dalla compliance al transfering gestaltico, in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pp. 244-245