Ma che cos’è allora l’esperienza? L’esperienza è l’organizzazione del campo secondo il ritmo di figura e sfondo. Un evento del campo quindi, come una sua spontanea organizzazione interna per cui, a partire da un bisogno organismico o da uno stimolo ambientale esso è pervaso da una energia strutturante, l’eccitazione (equivalente energetico del desiderio) che conduce l’organismo e l’ambiente, l’io e il tu alla co-creazione di uno spazio comune, il confine di contatto. Alla base di questo processo c’è l’illuminazione di una zona del campo che attira le risorse e le energie in esso presenti (quella che chiamiamo ‘figura’) e che va progressivamente determinandosi sullo ‘sfondo’ del corpo e dell’ambiente non toccati dall’eccitazione; nel contatto la figura è piena e luminosa, poi il confine finisce di vibrare, l’organismo e l’ambiente si ritirano e la figura va nello sfondo, ovvero viene assimilata e contribuisce alla crescita dell’organismo.

Antonio Sichera, Dalla frattura freudiana alla continuità gestaltica: lo scarto epistemologico di Gestalt Therapy, in G.Salonia e A. Sichera, Edipo dopo Freud, GTK Books 1 – Rivista di psicoterapia, p. 52