Tornando infatti al linguaggio, in quest’ottica più complessa e meno ideologicamente irrigidita non sorprenderà il fatto che Gestalt Therapy consideri la personalità – nel suo intimo legame con la parola – come una conquista eccezionale: «Un bambino che forma la sua personalità imparando a parlare sta compiendo una conquista spettacolare». Che significa: il potenziamento che l’organismo umano riceve nel momento in cui si affaccia nel processo evolutivo l’apprendimento del linguaggio è da considerare eccezionale, nonché strettamente correlato alla formazione della personalità: è la personalità ‘linguistica’, consapevole di sé, capace di dirsi e quindi di comunicarsi e comunicare, il grande balzo in avanti che ci costituisce per quello che siamo e ci consente di proiettarci nel mondo. E che questa dimensione di autoconsapevolezza linguistica sia centrale viene apertamente dimostrato dall’analisi del triplice movimento dell’atto del parlare, in cui c’è sempre un «esso», il messaggio, un «io», lo stile e il tono di colui che parla, e un «tu», l’atteggiamento retorico, il desiderio, rivolto verso l’altro, che è espresso dalla parola pronunziata (e, come abbiamo ormai capito, atteggiamento o abitudine retorica è lo stesso che dire «personalità»).

Antonio Sichera, La funzione-personalità nel testo Gestalt Therapy, in GTK 3, Rivista di Psicoterapia, Settembre 2012, pp. 26-27