Avvampò l’anno

Angelo Ruta
Avvampò l’anno,
                              stralciò
fiamme sul poggio
vendemmiato e arato,
Rifulse il controluce di quel sangue.
Più là era la notte,
non ancora visibile,
                                  vi entrammo
o ci entrò lei
nel ventre.
                   Ma non era
letargo o sopore di papaveri
che offerse come ospite.
Non ci fu regressione nelle tenebre
ma più astrale
fervore dell’incognita,
                                       più vivido travaglio
di tutte le cellule.
                              Oh genesi, genesi incessante.

(Mario Luzi, Frasi e incisi di un canto salutare, 1990)