In questo modello di comunità terapeutica gli strumenti di intervento sono essenzialmente:
– il Setting, cioè l’insieme delle regole all’interno delle quali l’intera comunità si orienta. Queste regole vengono ridefinite per il paziente, nel loro significato sociale-normativo, come una necessità del vivere insieme. Rappresentano un limite di forte valenza terapeutica per gli ospiti ed una guida all’organizzazione del lavoro in comunità per gli operatori.
– il Clima Relazionale Positivo, che è dato dalla possibilità per i pazienti di trovare uno spazio per i propri vissuti affettivi ed emotivi: ciascuno può essere come si sente e può dire cosa sente, perché il proprio mondo interno è accettato; i sogni, le fantasie, i deliri, vengono presi in considerazione in riferimento alla realtà concreta presente.
– gli Operatori di Comunità, che offrendosi come modelling relazionale quotidiano, favoriscono nei pazienti la possibilità di vivere esperienze di contatto diverse da quelle disfunzionali assimilate nella loro storia. Infatti, a differenza degli operatori sanitari di altri ambienti che fanno qualcosa ‘al’ paziente per assisterlo, in comunità terapeutica le attività si fanno ‘con’ gli ospiti, condividendo la gestione della struttura.

Paola Argentino, “Comunità terapeutiche e riabilitazione psichiatrica: il Modello Gestaltico Comunitario” in G. Salonia,V. Conte, P. Argentino, Devo sapere subito se sono vivo. Saggi di psicopatologia gestaltica, Ed. Il pozzo di Giacobbe, pag. 134