Il bambino con la vicinanza dei genitori, che continuano ad amarlo senza interruzione, nonostante i suoi vissuti e le sue paure di abbandono, vivrà nelle giuste dimensioni affettive la presenza del fratello e lo riconoscerà come altro da sé: un tu con cui entrare in contatto in modo paritario e dividere l’amore dei genitori. Bisogna poter offrire ad ogni figlio un alveo comprensivo dove ognuno non stenti a trovare il proprio posto e dove si possano esprimere le proprie originalità personali, la propria unicità. Quando manca il sostegno genitoriale può dominare invece nel rapporto tra fratelli l’invidia ossessiva, l’incapacità di tollerare un confronto tra le diverse qualità fraterne e la rabbia e l’impotenza nell’esprimere le proprie potenzialità. Le qualità del fratello vengono vissute come un’ingiustizia operata dai genitori, i quali le avrebbero distribuite in modo non egualitario. Ogni figlio può comprendere e capire i sentimenti di un fratello se i genitori gli hanno offerto uno specchio rassicurante ed hanno accolto i suoi sentimenti. Kaes cita Winnicott che scrive: «Dopo che l’odio si è espresso, l’amore ha una possibilità».

Paola Aparo, Oltre l’edipo, un fratello per narciso, in GTK 4, Rivista di Psicoterapia, Dicembre 2013, pp. 52-53